Contributo Contratto di locazione ad uso non abitativo

Indice

Chi può fare domanda?

I titolari di un contratto di locazione ad uso non abitativo.

Quali sono i requisiti?

Gli immobili devono essere di categoria A2, A3, A7, A10, B, C, D, anche quelli ad uso agricolo se nel contratto è presente anche la locazione di terreni. Sono escluse le attività economiche ad autorizzazione commerciale con superfici di vendita superiori a 250 metri quadrati.

Indennizzo

40% del canone di locazione relativo al mese di marzo (importo massimo: 500 €).

Le domande sono accolte in ordine cronologico di presentazione e potranno essere presentate fino al 31 luglio 2020.

Supporto

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Orario: dal lunedì al venerdì 9.00-12.00 / 14.00-17.00

Domande frequenti

1 – Quali sono le categorie di soggetti che possono beneficiare dell’indennizzo?

L’indennizzo è rivolto a tutti i soggetti esercenti attività d’impresa o attività professionale titolari di partita IVA, così come previsto dal comma 1 dell’art. 6 della l.r. 5/2020, che hanno sede legale o sede operativa in Valle d’Aosta.

Le attività economiche ad autorizzazione commerciale con superfici di vendita superiori a 250 metri quadrati sono escluse dal beneficio dell’indennizzo come previsto dal comma 2 dell’art. 6 della l.r. 5/2020

Si precisa che le “attività economiche ad autorizzazione commerciale” sono quelle che effettuano compravendita di merci (c.d. “esercizi commerciali”), classificate all’interno del codice ATECO 47 (Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati).

Per beneficiare della misura è necessario che il richiedente sia il locatore di un immobile utilizzato nell’ambito dell’attività d’impresa o della professione e che l’immobile sia ubicato in Valle d’Aosta.

Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate.

Per poter richiedere l’indennizzo il locatario deve aver versato al locatore un rateo di affitto per un importo uguale o superiore al 60 per cento del canone totale previsto dal contratto per il mese di marzo 2020.

L’intensità massima dell’indennizzo è pari al 40 per cento del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, fino ad un importo massimo di 500 euro.

Nel caso in cui il locatario abbia assolto completamente al pagamento del canone di affitto del mese di marzo 2020, l’indennizzo è corrisposto al locatario stesso.

Se, invece, il locatario richiedente ha corrisposto solo una frazione pari o superiore al 60 per cento dell’intero rateo di affitto dovuto per il mese di marzo 2020, l’indennizzo è accreditato direttamente al locatore e l’importo concesso sarà pari al debito residuo del locatario nei confronti del locatore, sempre nel limite massimo di 500 euro.

A questo scopo il locatario richiedente deve delegare il locatore a ricevere l’indennizzo fornendo il codice IBAN del locatore su cui accreditare l’indennizzo.

I contratti di locazione stipulati con parenti fino al secondo grado, con il coniuge non legalmente separato, con affini e con società controllate dagli stessi soggetti sono esclusi dal beneficio.

I parenti fino al secondo grado sono: genitori e figli(I°), nonni e nipoti (figli dei figli), fratelli (II°).

Gli affini fino al secondo grado sono: suoceri e figli del coniuge (I°), nonni e nipoti (figli dei figli) del coniuge, cognati (II°).

Per società controllate si intendono quelle che annoverano tra i soci uno dei soggetti sopra richiamati (parenti fino al secondo grado, coniuge non legalmente separato, affini) che dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria o di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.

Esempi:

  • Nel caso il locatario sia una società e il locatore sia una persona fisica, il locatore non dovrà essere un parente fino al secondo grado, un coniuge non legalmente separato o un affine di un socio di controllo della società locataria.
  • Nel caso il locatore sia una società e il locatario sia una persona fisica, il locatario non dovrà essere un parente fino al secondo grado, un coniuge non legalmente separato o un affine di un socio di controllo della società locatrice.
  • Nel caso di contratto di locazione tra due società, il socio/i soci di controllo dell’una e dell’altra non potranno essere parenti fino al secondo grado, coniugi non legalmente separati o affini.

2 – Quali tipologie di locazione di immobile rientrano nella misura?

La misura si riferisce esclusivamente ai contratti di locazione ad uso non abitativo di immobili situati all’interno del territorio regionale appartenenti alle categorie A2, A3, A7, A10, B, C, D, compresi quelli ad uso agricolo anche se nel contratto insista la locazione di terreni.

A/2: abitazioni di tipo civile. Sono gli immobili di tipo residenziale, dove abita la stragrande maggioranza della popolazione
A/3: abitazioni di tipo economico. Unità abitative costruite con materiali e rifiniture a basso costo. Esse presentano una rendita catastale minore, oltre a un prezzo d’acquisto inferiore rispetto alle abitazioni che rientrano nella classe A/2
A/10: studi e uffici privati. Unità abitative destinate ad attività professionali. Tra queste rientrano le agenzie assicurative, i laboratori per analisi e quelli utilizzati dagli odontotecnici
Gruppo B: scuole, uffici pubblici, ospedali
Gruppo C: attività commerciali o artigianali che appartengono a privati
Gruppo D: stabilimenti industriali, alberghi, cinema, teatri

Nel caso di contratti di locazione ad uso promiscuo l’indennizzo a fondo perduto pari al 40 per cento è conteggiato con riferimento alla sola quota del canone di locazione riferito alla parte non abitativa dell’immobile locato. 

Nel caso di locazione d’azienda, l’indennizzo è concesso solo per la quota di locazione dell’immobile, a condizione che tale quota sia distintamente indicata all’interno del contratto di locazione d’azienda.

3 – Nel caso un soggetto beneficiario sia locatario di più immobili, può richiedere un indennizzo per ciascuno di essi?

No, ogni richiedente può chiedere l’indennizzo per un solo immobile.

4 – Nel caso in cui un medesimo soggetto sia titolare di una partita iva e anche rappresentante legale di una società con diversa partita iva, può fare due domande di indennizzo?

Sì, purché si tratti di due contratti di locazione che insistono su immobili differenti e che i contratti siano riferiti alle due attività economiche distinte una in capo al lavoratore autonomo, l’altra riferita alla società.

5 – Nel caso l’immobile locato sia ad uso promiscuo, ovvero utilizzato sia come residenza sia per lo svolgimento dell’attività economica, è possibile accedere all’indennizzo?

Sì, tuttavia in tal caso l’indennizzo è riferito alla sola quota di canone relativa alla locazione della parte di immobile riferita all’attività economica. 

6 – Ci sono limitazioni riguardo all’identità del locatore?

No, non c’è nessuna limitazione.

7 – A quanto ammonta l’indennizzo? Esempi di calcolo.

IPOTESI N.1: il locatario paga 100% del canone di locazione per la mensilità di marzo 2020. L’indennizzo è pari al 40% del canone, fino ad un importo massimo di 500 euro e viene corrisposto al locatario (c.d. “affittuario”).
IPOTESI N.2: il locatario paga il 70% del canone di locazione per la mensilità di marzo 2020. L’indennizzo è pari alla differenza che intercorre fra il 100% e il canone pagato. In questo caso, l’indennizzo è pari al 30% e viene corrisposto al locatore, fino ad un importo massimo di 500 euro.
ESEMPIO 1: nel caso di un canone di locazione di euro 1500, di cui ne risulta pagato il 65% (ovvero 975 euro), al locatore spetterebbero ancora 525 euro. Tuttavia, visto che l’importo massimo della misura è pari al 40% del canone di locazione del mese di marzo, fino ad un importo massimo di 500 euro, il locatore beneficia di un indennizzo pari ad euro 500.
ESEMPIO 2: canone mensile di affitto pari ad euro 1500 euro di cui ne risulta pagato l’80% (ovvero il locatario ha versato al locatore euro 1200). In tal caso, il locatore avrà diritto ad un indennizzo pari al 20%, ovvero ad euro 300.
ESEMPIO 3: canone mensile di affitto pari ad euro 2.000, interamente pagato. Il 40% del canone del mese di marzo risulta 800 euro. Considerato che l’importo massimo erogabile corrisponde ad euro 500, il locatario avrà diritto a detto importo di 500 euro.
ESEMPIO 4: canone mensile di affitto pari euro 1.000, interamente pagato. Il locatario avrà diritto ad un indennizzo di 400 euro (40% di 1.000 euro).

8 – E’ necessario avere pagato il canone di affitto di marzo per accedere all’indennizzo?

L’avvenuto pagamento del canone di affitto dell’immobile deve essere dimostrato allegando all’istanza di indennizzo un idoneo documento giustificativo. 

Da tale quietanza di pagamento devono poter essere chiaramente identificabili la causale riferita al canone, il locatario che effettua il pagamento e il locatore che riceve l’accredito. 

9 – Dichiarazione sostitutiva per gli aiuti in “de minimis”

L’istanza di indennizzo deve essere corredata della Dichiarazione sostitutiva per gli aiuti in “de minimis” per tutti i LOCATARI richiedenti.

Nel caso di richiedente con esercizio finanziario dal 1 gennaio al 31 dicembre (anno solare) vanno allegate le seguenti documentazioni:

  • Modello BASE de minimis;
  • Modello da compilarsi da parte dell’impresa controllante o controllata (eventuale).

Nel caso di richiedente con esercizio finanziario DIVERSO dal 1 gennaio al 31 dicembre (anno solare) vanno allegate le seguenti documentazioni:

  • Modello COMPLETO de minimis;
  • Modello da compilarsi da parte dell’impresa controllante o controllata (eventuale).

Documentazione

Modello BASE de minimis

Clicca sull’icona per scaricare

Istruzioni Modello BASE aiuti de minimis

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Modello COMPLETO aiuti de minimis

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Istruzioni Modello COMPLETO aiuti de minimis

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Procedura

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