Indennità alle categorie prive di sostegno al reddito​

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1. QUALI SONO I SOGGETTI BENEFICIARI DELL’INDENNITÀ?

I beneficiari sono i soggetti appartenenti ad una delle seguenti categorie:

CATEGORIA A) LAVORATORI AUTONOMI, titolari di partita IVA, NON tenuti alla sospensione dell’attività disposta dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 (Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili all’intero territorio nazionale).

Sono, quindi, identificati quali beneficiari i seguenti lavoratori:

  1. i commercianti;
  2. gli agricoltori;
  3. gli artigiani;
  4. i coltivatori diretti;
  5. i liberi professionisti non ordinistici;
  6. i liberi professionisti iscritti alle professioni ordinistiche (avvocati, notai, architetti…);

Sono esclusi dal presente indennizzo i lavoratori autonomi che sono stati tenuti alla sospensione dell’attività ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020, che potranno fare richiesta di indennizzo ai sensi dell’art. 5 l.r. 5/2020. Le tipologie di codici Ateco sospese dal citato DPCM sono quelle che della divisione Ateco 47 – COMMERCIO AL DETTAGLIO (escluso quello di autoveicoli e di motocicli), della divisione 56 – ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE, e della divisione 96 – ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI PER LA PERSONA. Comprese nelle divisioni innanzi citate, non sono obbligate alla sospensione (e dunque incluse fra le attività che beneficiano della presente indennità) quelle attività contenute negli allegati 1 e 2 del DPCM. Per visualizzare l’elenco completo delle attività contenute in tali allegati, si rimanda alle FAQ della misura di cui all’art. 5.

Trattandosi di una misura di sostegno al reddito delle persone fisiche, sono escluse dall’indennizzo tutti i tipi di società, compresa la società semplice, i consorzi, le società consortili, le società cooperative, le associazioni, indipendentemente dalle attività esercitate e soggette a sospensione ai sensi del DPCM 11 marzo 2020.

CATEGORIA B) LAVORATORI AUTONOMI OCCASIONALI, titolari di una posizione previdenziale obbligatoria alla data del 23 febbraio 2020. In questa fattispecie, sono inclusi anche i maestri di sci, iscritti all’albo di competenza, non titolari di partita IVA, facenti parte di una scuola di sci, ai sensi della legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44 “Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci della Valle d’Aosta”.

CATEGORIA C) I SOCI PRESTATORE D’OPERA di società di persone o di società di capitali, escluse quelle a partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e I COLLABORATORI FAMILIARI di imprese NON tenute alla sospensione dell’attività disposta dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 (Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale);

  1. i soci prestatore d’opera di società di persone o di società di capitali, escluse quelle a partecipazione pubblica, diretta o indiretta. Per socio d’opera di una società s’intende il socio che conferisce alla società prestazioni d’opera di natura manuale o intellettuale, pur non avendo un contratto di lavoro dipendente. Sono compresi in tale tipologia anche i professionisti facenti parte di uno studio associato o di una  società tra professionisti, che non sono titolari di una partita iva personale.
  2. I collaboratori familiari. Per collaboratore familiare s’intende un impiegato di una impresa, in cui uno o più parenti o affini del titolare collaborano con lui. In questa categoria rientrano i collaboratori familiari, i coadiuvanti familiari e i coadiutori familiari.

Sono esclusi dall’indennizzo i soci d’opera e i collaboratori/coadiutori/coadiuvanti famigliari la cui impresa è stata tenuta alla sospensione dell’attività ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020, che potranno fare richiesta di indennizzo ai sensi dell’art. 5 l.r. 5/2020. Le tipologie di codici Ateco sospese dal citato DPCM sono quelle che della divisione Ateco 47 – COMMERCIO AL DETTAGLIO (escluso quello di autoveicoli e di motocicli), della divisione 56 – ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE, e della divisione 96 – ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI PER LA PERSONA. Comprese nelle divisioni innanzi citate, non sono obbligate alla sospensione (e dunque incluse fra le attività che beneficiano della presente indennità) quelle attività contenute negli allegati 1 e 2 del DPCM. Per visualizzare l’elenco completo delle attività contenute in tali allegati, si rimanda alle FAQ della misura di cui all’art. 5.

Trattandosi di una misura di sostegno al reddito delle persone fisiche, sono escluse dall’indennizzo tutti i tipi di società, compresa la società semplice, i consorzi, le società consortili, le società cooperative, le associazioni, indipendentemente dalle attività esercitate e soggette a sospensione ai sensi del DPCM 11 marzo 2020.

CATEGORIA D) LAVORATORI SUBORDINATI, INTERMITTENTI, A TEMPO DETERMINATO, SOMMINISTRATI O A TEMPO PARZIALE, inclusi I LAVORATORI DOMESTICI, che nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 abbiano cessato involontariamente un rapporto di lavoro. Questa categoria di beneficiari comprende:

  1. i lavoratori subordinati; Il contratto di lavoro subordinato è caratterizzato da una “subordinazione” del lavoratore, il quale in cambio della retribuzione si impegna a prestare il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione di un altro soggetto.
  2. i lavoratori intermittenti (c.d. lavoratori a chiamata) Il contratto di lavoro intermittente è il contratto, anche a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi, anche con riferimento alla possibilità di svolgere le prestazioni in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.
  3. i lavoratori con contratti di lavoro a tempo determinato; Contratto di lavoro subordinato con un termine di durata.
  4. somministrati; Il contratto di somministrazione di lavoro è il contratto con il quale un’agenzia di somministrazione autorizzata mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tutta la durata della missione, svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore.

I lavoratori di cui ai punti 1, 2 e 4 possono avere avuto un contratto di lavoro sia a tempo indeterminato che determinato. Sono ammessi anche i soggetti con contratti di lavoro a tempo parziale e i lavoratori dipendenti stagionali.

Sono inoltre inclusi i lavoratori domestici cioè coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, ecc. 

Per accedere all’indennità la cessazione del lavoro, nel periodo dal 1 febbraio 2020 al 30 aprile 2020deve essere involontaria, pertanto non legata ad alcun atto del lavoratore subordinato volto a interrompere il rapporto di lavoro, con esclusione quindi delle dimissionieccezion fatta per quelle per giusta causa.
Per dimissioni per giusta causa si intendono le dimissioni determinate da: mancato pagamento dello stipendio, molestie sessuali sul luogo di lavoro, mobbing, mansioni modificate in senso peggiorativo, variazioni rilevanti delle condizioni di lavoro a seguito della cessione dell’Azienda, spostamento del dipendente ad altra sede senza che ciò sia motivato da ragioni tecniche, organizzative e produttive, comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente.
Nel caso di un lavoratore con contratto intermittente (c.d. “a chiamata”) egli non potrà accedere al beneficio se il contratto risulta attivo nei mesi di marzo e aprile, ma il lavoratore non viene semplicemente “chiamato” ad effettuare la prestazione lavorativa dal datore. Anche per tali soggetti è richiesta l’interruzione involontaria del rapporto di lavoro dal 1 febbraio al 30 aprile 2020.

CATEGORIA E) COLLABORATORI COORDINATI CONTINUATIVI di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile, con regolare contratto di collaborazione alla data del 23 febbraio 2020; Sono definiti collaboratori coordinati continuativi i lavoratori parasubordinati con piena autonomia operativa con rapporto unitario e continuativo con il committente di lavoro;

CATEGORIA F) TIROCINANTI il cui tirocinio extracurriculare sia stato interrotto, anche a seguito di sospensione, alla data dell’11 marzo 2020;

2. A QUANTO AMMONTA L’INDENNITA’?

L’indennità prevista è di 400 euro al mese, per i mesi di marzo e di aprile 2020.

Tale indennità sarà erogata per l’importo mensile di 400 euro per ogni mese, marzo e/o aprile 2020, in cui risultano soddisfatti i requisiti richiesti, per ogni tipologia di soggetti ammessi.

3. L’INDENNITÀ DELLA PRESENTE MISURA È CUMULABILE CON LE MISURE PREVISTE DAL DECRETO CURA ITALIA DI CUI AL D.L. 17 MARZO 2020 N.18 ? 

Sì, tale indennità è cumulabile. 

4. L’INDENNITÀ DI CUI ALLA PRESENTE MISURA È CUMULABILE CON QUELLA DI CUI ALL’ART. 5 L.R. 5/2020 (Indennizzo per la sospensione dell’attività disposta dal DPCM 11 marzo 2020)?

No, ogni persona fisica può presentare un’unica domanda fra l’art. 5 e l’art. 7 c.1 lettere da a) a f) della legge regionale 5/2020.

5. L’INDENNITÀ DELLA PRESENTE MISURA È CUMULABILE CON LE INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE NASPI E DIS-COL? 

Sì, tale cumulo è consentito.

6. L’INDENNITÀ DELLA PRESENTE MISURA È CUMULABILE CON IL BONUS FIGLI A CARICO (ART. 10 L.R. 5/2020), IL BONUS AFFITTO UNIVERSITARI (ART. 7 C.4) E L’INDENNIZZO PER CANONI DI LOCAZIONE NON ABITATIVI (ART. 6)? 

Si, tali cumuli sono consentiti

L’indennità è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità e con l’assegno di invalidità civile?

Sì, tale cumulo è consentito, fatto salvo il divieto di richiedere l’indennità da parte dei percettori di qualsivoglia tipologia di reddito da pensione.

7. IL CODICE IBAN DA INDICARE NELLA DOMANDA DEVE ESSERE RIFERITO AD UN CONTO INTESTATO O COINTESTATO AL BENFICIARIO?

 Sì, in caso contrario l’accredito verrà respinto dal sistema di pagamento.

8. L’INDENNIZZO DELLA PRESENTE MISURA VERRÀ EROGATO A TUTTI QUELLI CHE PRESENTANO DOMANDA?

Gli indennizzi sono concessi secondo l’ordine cronologico di presentazione (data e ora) e nei limiti delle disponibilità di bilancio. 

9. QUAL È IL TERMINE DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE?

Le domande potranno essere presentate sino al 31 luglio 2020.

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